Riflessioni in campo strumentale : oculari , fra miti e leggenda.

di Sandro N.@2006

Chi non ha mai sentito parlare di oculari in modo leggendario , scagli la prima pietra.
Non è un argomento semplice in quanto il mercato offre molte scelte che disorientano l'acquirente.
Tante aziende promettono prodotti innovativi e altamente tecnologici in grado di "aiutare" l'astrofilo o l'astronomo impegnato nell'osservazione visuale , ma cio' corrisponde a realtà?.
Come primo punto chi si accinge ad acquistare un oculare dovrebbe bene avere in mente il perchè dell'acquisto e il reale impiego di tale accessorio.
Ci sono diverse tipologie di oculari come molti conoscono, ma sono tutte valide per un unico scopo?
Dispensandoci subito dall'argomento osservativo-planetario ove regna indiscusso l'ortoscopico (proposto da varie aziende fra cui Pentax ,Takahashi ,Zeiss, Baader, Kasai etc...) o meglio ancora il monocentrico TMB ,distogliamo l'attenzione parlando di osservazione Deep Sky.
Partiamo dal discorso che un oculare meno è composto da "vetro" è piu' trasmette in termini di luminosità , questo è vero anche se per essere corretto su tutto il campo (quindi massima soddisfazione visiva) sicuramente il "vetro" che lo corregge non dovrebbe mancare, un controsenso chiamato compromesso.Trattamenti superficiali (sopratutto a multistrato) e assemblaggio oltre la costruzione meccanica fanno realmente la differenza e chiaramente un oculare costoso, qui sicuramente ci sono aziende e aziende.
Ma quello che non si capisce è come certi fornitori (anche ufficiali) dichiarino il campo perfettamente corretto di certi oculari in assoluto. Bisognerebbe chiedergli: Ma su quale obiettivo ? Aperto a quanto?. Credo che le vendite scenderebbero immediatamente .
Non a caso su diversi Forum internazionali si leggono vere delusioni su diversi prodotti noti abbinati , sopratutto, su ottiche molto aperte (valori di F =< 5).
Chiaramente se si ha un obiettivo (o specchio primario) aperto ad un certo numero di Fx per avere la totale correzione del campo in un oculare , il medesimo dovrebbe (nel suo schema) annullare algebricamente tutte le distorsioni/aberrazioni realizzando un campo opposto all'obiettivo stesso , detto questo possiamo affermare che certamente la correzione totale non esiste (essendo gli oculari generici e non costruiti per appositi obiettivi) , ma esiste una certa tolleranza che va da strumento a strumento.
In aiuto a tale situazione esistono i correttori di campo , ma anch'essi (standard) non sono il massimo in quanto "arrangiano" alla meglio il tutto senza considerare che introducono altri elementi sul fascio ottico e quindi prelevano una certa quantità di luce. Personalmente sono rimasto impressionato favorevolmente dai prodotti Pentax (xw) ,utilizzando un rifrattore apo con campo corretto (dichiarato dal costruttore) di 3°. I Pentax lavorano egregiamente con i campi piani (essendo costruiti apposta per la propria linea di strumenti) , ma con i riflettori molto aperti nelle focali piu' lunghe (>10)sicuramente qualche aberrazione (campo curvo,quasi sempre) la tirano fuori. Quindi è fuori dal vero chi recita "campo piano perfetto", ma dove ?"
I TeleVue Nagler sono stati concepiti/ottimizzati per lavorare con la maggior parte dei Dobson (anche F4!) , di cui il mercato statunitense è pieno, politica commerciale vincente che ha avuto un notevole riscontro, ma il prezzo esorbitante (nonostante il dollaro scenda e l'Euro salga!) lascia sempre un po perplessi.
Pero' alla fine se si ha uno strumento a riflessione molto aperto è fortemente consigliabile l'acquisto, in considerazione anche che è un prodotto definitivo. Di questa categoria appartengono anche i TeleVue Panoptic.
Esiste anche una categoria di osservatori visuali (di cui fa parte anche lo scrivente ,e consiglio fortemente a tutti) che non interessati solo al totale campo corretto per l'osservazione Deep Sky utilizzano oculari ortoscopici (in abbinamento ai SuperWide o UltraWide) sfruttando in questo modo la massima risoluzione possibile. Sicuramente la "finestra" di visibilità è ridotta, ma che lieta visione !!
Galassie al limite strumentale forniscono una percezione piu' netta , ammassi aperti e globulari deboli iniziano a risolversi esternamente dando qualche decimo di magnitudine in piu', nebulose che rendono evidenti i giochi di chiaro scuro nella nostra stupenda volta stellata.
Dopo aver divagato , la scelta delle focali è sempre un dilemma e qui si va molto sul personale. Considerando che raddoppiando gli ingrandimenti perdiamo quattro volte la luminosità del soggetto ,un vantaggioso set di oculari dovrebbe non avere un salto cosi netto ma una via di mezzo (con dimezzamento della luminosità) che tenga conto sempre anche delle risorse finanziarie.
Per l'osservazione Deep Sky è consigliabile sempre costruire tutto il set dalla focale di partenza che è sempre quella che fornisce 2mm di pupilla d'uscita (ove l'acuità visiva si esprime al massimo).
Trovare questo valore ,intendo solo per i newbie della situazione, è molto semplice. Si prende il valore di apertura dello strumento (F) e lo si moltiplica appunto per 2 , ad esempio un riflettore da 250mm ad F5 troverà il valore di focale ideale in :
F5x2= 10mm.
Altro oculare in aggiunta molto utile è quello per il massimo sfruttamento della nostra pupilla al totale adattamento notturno ,in considerazione del fatto di acquistare un oculare definitivo e costoso, è sicuramente un 5mm di p.u.(pupilla d'uscita). Tale valore è estrapolato dal fatto che i cieli di adesso sono diversi da quelli che potevano essere diversi anni fa e che volendo staccare meglio le ampie porzioni di cielo inquadrate bisogna scendere al compromesso di perdere pochissimo campo. Un'altra ragione che dovrebbe far riflettere è sicuramente la considerazione che il nostro occhio con il tempo perde in massima espansione della pupilla facendo poi sfruttare in maniera deficitaria l'acquisto considerato definitivo.
Chiaramente questo non è un discorso che tocca i piu' fortunati che avendo risorse economiche ingenti si possono permettere ,in aggiunta s'intende, anche un 7mm di p.u. da sfruttare molto raramente.
Tornando al nostro esempio del 250mm ad F5 abbiamo cosi' ricavato i due oculari di base del corredo/set ovvero un 10mm (F5x2) per il massimo adattamento deep, un 25mm (F5x5) per la massima luminosità compromessuale (occhio,cielo,costo).
Su questi dovendo sceglierli prenderei sicuramente oculari tipo superwide o ultrawide.
Una breve nota sulle barlow è doverosa. Per le barlow non stravedo particolarmente non tanto per la qualità ottica , i trattamenti e la quantità di vetro (anche se è importante), ma esclusivamente per un discorso meccanico di costruzione. Tantissime barlow in commercio hanno tolleranze ampie e quando si introducono nel 2" o nel riduttore 1/4" , e sopratutto quando inseriamo l'oculare o accessorio nella loro sede, si nota un certo disassamento che non dovrebbe assolutamente esistere. Ci si preoccupa sempre della collimazione e poi si hanno focheggiatori non in grado di allineare centralmente (tranne i Takahashi autocentranti !) inoltre se poi , appunto, si introduce ulteriore disassamento con barlow (gli oculari non sono dispensati) il cono di luce arriva in maniera non corretta a fuoco con conseguente perdita di nitidezza e contrasto d'immagine.
Gli oculari poi sono dotati di quella che è definita la scanalatura di sicurezza che se è vero che salva dalla caduta accidentale per via della vite stretta male, ha il primario svantaggio che se capita in un focheggiatore dotato di anello di bronzo (che non vuol dire assolutamente autocentrante, rende solamente parallelo l'oculare al fascio di luce in arrivo dall'obiettivo, ma non centrato! )che avvolge l'oculare per assicurarlo allo stesso, disassa in maniera grave il sistema (anello di bronzo piu' grande della scanalatura che cade sul bordo della stessa)
Fra le numerose barlow avute quella che è rimasta nel mio set è una "vecchia" 2x (o forse piu'), la arcinota 2x Ultima della Celestron che fa aderire perfettamente l'oculare rendendolo un tutt'uno con la stessa.

Tornando sul discorso focali personalmente ho trovato utile adottare come set il seguente, avendo un 110mm ad F6.5:

30mm (S.Wide)----- 4,6mm p.u nebulose (grandi e medie estensioni, anche oscure) , galassie (mediamente e ampiamente estese), ammassi aperti, asterismi , via lattea

14mm (S.Wide)-----2,01mm p.u. Stesse funzioni del 30mm ,ma con uno stacco maggiore dal fondo cielo (umidità, trasparenza ridotta etc...) quindi:
nebulose (grandi e medie estensioni, anche oscure) ,galassie (mediamente e ampiamente estese) ammassi aperti/globulari ,asterismi , via lattea , piccole nebulose

9mm (U.Wide)-----1,38mm p.u. come sopra ma con uno stacco ancora maggiore dal fondo cielo (trasparenza ridotta)

7mm (U.Wide)-----1,1mm p.u. galassie (poco estese), ammassi globulari ,nebulose planetarie

5mm (U.Wide)-----0,7mm p.u. ammassi globulari , nebulose planetarie , stelle doppie ,pianeti (seeing medio)

2,5mm (Virtuale)-----0,35mm p.u. (2x barlow) pianeti , luna (seeing eccezionale)

Questa è una selezione finale di molti oculari posseduti altri poi venduti per evitare il faticoso "eyepiece-hopping" a cui mi sottoponevo per voler riuscire ad osservare i vari soggetti con tutte le focali .
Resta inteso che questa selezione è personalizzata per il mio sistema , ma certamente prendendo i valori di riferimento (vedi pupille d'uscita) si puo' facilmente trasportare il tutto ad altri sistemi. Come consiglio finale resta sempre valido quello di recarsi ad uno star party con il proprio tele e poi farsi prestare qualcosa da qualcuno (cosa a volte assai ardua) in modo tale da valutare con i propri occhi/vista , sul proprio tele con la propria collimazione e quant'altro venga.


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