Da un po di tempo vivo in provincia di Torino e coltivo l'hobby
dell'astronomia a tempo perso. La passione è molta , ma il tempo è tiranno.
Lavoro per il gruppo ENI e mi occupo di ispezioni di impianti in generale.
Quando posso osservo dal balcone di casa sotto un cielo di 4° magnitudine
stellare. Certamente non è il massimo ma per velleità planetarie è piu' che
soddisfacente. Per il Deep Sky ritaglio i periodi di luna nuova e quando il
tempo lo permette mi trasferisco qui sulle montagne vicine (80 Km circa)
preferendo quasi sempre il parco nazionale del Gran Paradiso. Quindi si sale in
quota (2700mt !) e la trasparenza è a volte mozzafiato (7°+ magn.). Il tutto è
accompagnato dalla compagnia dei vari animali notturni che rende il tutto
affascinante e intimamente ancestrale. Ho posseduto diversi strumenti e
attualmente mi sono fermato su un rifrattore Apo da 11cm aperto ad F6.5
accompagnato dalla comodità del goto computerizzato (ottimo per oggetti zenitali
in virtu' del cercatore mal posto). Il perchè del goto rispetto al grande campo
apparente fornitomi dallo strumento è presto detto; la voglia di vedere una
miriade di oggetti in una notte. Con poco tempo a disposizione (mordi e fuggi di
poche ore) pretendo il massimo dal mio strumento. Progetti? Si, certamente
un bel Dobson (oltre i 16") che mi appresterò ad autocostruire quando avverrà,
in futuro, il trasferimento di residenza in una località piu' adatta al
tutto. Come esposto sopra si evince in parte la mia grande passione per il
visuale Deep Sky. .
Qui sotto la mia strumentazione : FLT110mm William
Optics FluoroStar, GPDX SkySensor 2000Pc. L'obiettivo, un tripletto by Tec
spaziato in olio ha notevoli diaframmi a lama di rasoio per
"soffocare" ogni sorta di luce diffusa indesiderata.
Interessante
lo scontro generazionale fra i diversi oculari. Passano gli anni cambiano i
trattamenti e sopratutto ... ... le dimensioni! Qui si puo' vedere chiaramente
la differenza tra un 40mm Kellner (Japan) "old generation" ,credo di una ventina
di anni fà, e un 30mm XW Pentax 2" (Japan) di recente costruzione. Peso ,costi e
prestazioni senza paragoni. Entrambi per lo stesso target visivo. Qui in foto i
miei "fedelissimi". Stranamente l'XW30 Pentax è parafocale con i Nagler T6 ,
mentre non lo è il XW14 (come invece dichiarato ovunque).Mistero. Non vi è
nessun mistero sulla resa dei Nagler T6 in particolare il 5mm che ,avendo
l'ortoscopico da 5mm (T-Japan), ho testato piu' notti su Luna e pianeti. Nessuna
differenza, provare per credere. Il 9mm T6 è semplicemente stupendo regala la
sensazione del famoso "sky-walk". Per i Pentax chiaramente i commenti sono
inutili. Altamente tutti consigliati!.
Qui in foto
l'ultimo Maksutov Newton 180mm/F6 (made in Russia) posseduto. Da notare
l'ostruzione principale ridottissima, minore del 20% che rende incisissima già
l'ottima ottica e la ventola posteriore sia per la stabilizzazione termica che
interna delle correnti ascensionali. Grandi soddisfazioni con questo strumento
sopratutto in visuale. Unico limite è quello fisico del diametro.